mi chiamo stima… auto-stima

Autostima1Wikipedia definisce “l’autostima come “il processo soggettivo e duraturo che porta il soggetto a valutare e apprezzare se stesso tramite l’autoapprovazione del proprio valore personale fondato su autopercezioni. La parola autostima deriva appunto dal termine “stima”, ossia la valutazione e l’apprezzamento di se stessi e degli altri.”

E, sempre la famosa enciclopedia online aggiunge “Il nostro senso di autostima deriva da elementi cognitivi ovvero il bagaglio di conoscenze di una persona, la conoscenza di sé e di situazioni che vengono vissute dal soggetto; elementi affettivi che vanno ad influenzare la nostra sensibilità nel provare e ricevere sentimenti, che possono essere stabili, chiari e liberanti; elementi sociali che condizionano l’appartenenza a qualche gruppo e la possibilità di avere un’influenza sul gruppo, di ricevere approvazione o meno dai componenti di quest’ultimo.

L’autostima ha la caratteristica fondamentale di essere una percezione prettamente soggettiva e, in quanto tale, non stabile nel tempo ma dinamica e mutevole. Il senso di autostima deriva principalmente dalle relazioni che ogni persona interiorizza e rielabora, sia le relazioni che vanno verso noi stessi che quelle interpersonali. Da questo deriva il fatto che le persone influenzano in continuazione il loro senso di autostima e a loro volta sono influenzate da esso.”

mafalda_autostimaMaria Miceli, ricercatrice all’istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione del Cnr, dice che” la fiducia in se stessi (al pari della Gioia e della Felicità aggiungerei io – vedi il mio articolo “Il segreto di Gioia“) si costruisce con le prime esperienze infantili in famiglia. Dipende da quanto il bambino si è sentito benvoluto oppure rifiutato o trascurato.”

Sempre la famiglia…sempre l’affetto genitoriale crea e modella il modo di un essere umano di percepire e valutare se stesso, gli altri e i cambiamenti e difficoltà che la vita gli propone…
Ma attenzione: rassicurazione non significa iper-protezione. Affidare ai figli delle responsabilità (proporzionate all’età), dare feedback costruttivi (leggi rinforzativi e riorientativi) senza far dipendere l’affetto dalla stima sono gli elementi essenziali con i quali crescere i propri figli.

Autostima_Focus_032016Esistono poi delle differenze culturali e geografiche: siamo noi occidentali che, passati questi ultimi anni in cui non ammettevamo tristezza e fallimento, stiamo rivalutando la capacità di soffrire e le stiamo dando il giusto peso: “immergersi nella tristezza per uscirne rinnovati sono bussole fondamentali per il nostro equilibrio” aggiunge Carlo Alfredo Clerici, ricercatore in Psicologia Generale dell’Università degli Studi di Milano.

Da una recentissima ricerca effettuata dal Registro Nazionale Gemelli e alcuni dipartimenti di Psicologia delle Università La Sapienza, Milano Bicocca e Stanford pare la percezione-valutazione di noi stessi sia genetica!
Se dovessi fermarmi qui nello scrivere l’articolo…non avrei dubbi: felicità, gioia, autostima, capacità di prendersi delle responsabilità, costruire relazioni positive anche attraverso il feedback…tutte nascono nei primi anni di età e da famiglie equilibrate ed affettuose…che, vien logico dedurre, sono portatrici sane di “geni della felicità e dell’autostima”.

autostima3E d’altronde è naturale che una persona sicura di sé attiri attenzione e abbia piacere a relazionarsi con altre persone sicure di sé… Posso citare Charles Darwin e il suo fantastico testo “L’evoluzione della specie”?

Cosa direbbe Darwin oggi di genetica, neuroscienze ed emozioni? Sarebbe bello potergli fare questa domanda!
Ma l’articolo non termina qui perché l’autostima è anche un buon medicinale per la nostra salute. La Concordia University di Montreal ha scoperto, da una ricerca recente, che dice molto semplicemente “dopo i 60 anni chi si piace…sta anche bene”!
Quindi che dire?

marilin_dolcezza_autostima

Volesome bene 🙂