il lavoro della neo-mamma

Ebbene si … sono uscita dalla mia area di comfort e ho firmato 

Nuovo ruolo, nuova sfida e nuove competenze da acquisire!

Diciamo che ho osato veramente molto: non conosco il settore merceologico e neanche l’argomento “genitori e figli”!

Mi sono “buttata”! Che dire: l’ho fatto! Impulsiva? Forse!

Ho sottoscritto il contratto “mamma” a tempo indeterminato … anzi, precisamente, di durata “tutta la vita”.


Il primo incontro con il mio nuovo datore di lavoro si è aperto con un bel “ue ue ue!” cioè con un pianto, ma pieno di gioia, anzi estasi, di intensa euforia e dolcezza … diciamo … un approccio innovativo e diverso dal solito!

Il setting era un po’ “scomposto”: sdraiati e accoccolati, un tantino sporchi ma felicemente appiccicati sotto una tenue luce calda.

Il dress code non era stato indicato ed entrambi abbiamo optato per un abbigliamento stile “casual day”: lui un cappellino bianco e io una semplice t-shirt.

Diciamo che, nonostante non ci fossimo mai incontrati ma soltanto sentiti e percepiti dietro uno strato di adipe e cute, eravamo già allineati … quindi un’ottima prima impressione!

Per fortuna! Ero così emozionata!

L’incontro è proseguito con un light lunch veloce a base di colostro e latte un po’ acquoso (a dire il vero la mise en place è stata un po’ scadente …), ma il boss ha gradito, quindi … va bene così!

E allora avanti con il primo meeting: l’ascolto è stato molto empatico! Mai capitato un capo così concentrato sia con le orecchie sia con gli occhi! Veramente una sorpresa gradita (soprattutto per una come me che tiene molto all’attenzione partecipata).

Nella nostra riunione (improvvisata) abbiamo scoperto di non parlare la stessa lingua! E chi lo avrebbe immaginato! Vedi a non pianificare i meeting? Obiettivi e tempo sfuggono di mano!

Io tendo ad usare di più le parole, le frasi e anche qualche inglesismo mentre lui punta molto al linguaggio non verbale e para verbale … vuole dire che potremo solamente imparare reciprocamente! Ed è uno degli aspetti più importanti a mio parere nel lavoro.

Dopo pranzo ciascuno ha avuto necessità di prendersi un attimo di pausa per riflettere sul primo incontro: il feedback è importante ed entrambi lo sapevamo. Quindi ci siamo dati il tempo di pensare su come proseguire e migliorare da subito il nostro rapporto professionale.

Lui ha approfittato per fare un veloce check up dal medico mentre io ho preferito andare a rifarmi il “trucco e il parrucco”.

Da quel momento in poi i nostri incontri si sono molto arricchiti: tutt’ora stiamo imparando a conoscerci e a definire le nostre comuni priorità. Non semplice ma sicuramente sfidante!

Il boss ha deciso di assumere un altro collaboratore: me lo aspettavo ma non immaginavo sarebbe stato così deciso e fermo nella sua scelta.

La job description era molto chiara e lui non ha avuto dubbi sulla scelta: il papà è stato assunto praticamente in contemporanea a me. Gli è bastato stringerli un dito (non la mano! Un solo dito! Questo capo ha veramente un’intelligenza emotiva e percettiva straordinaria!) e … zac … contratto firmato anche per lui!

Devo dire che siamo un bel terzetto: ci stiamo dividendo i ruoli dopo aver definito gli obiettivi anche se il metodo di lavoro è in via di definizione… non è proprio facile andare sempre d’accordo e lavorare in modo efficiente, però i miglioramenti si vedono quotidianamente e questo motiva il nuovo team!

Il periodo di prova non so quanto durerà … ma dicono che non esistono regole che assicurano di fare la cosa giusta sempre.

Pare che si debba procedere per tentativi … l’importante è che l’amore per questo lavoro sia sempre la guida delle nostre azioni … Io sono una persona che già lavora per passione e con passione quindi potrei farcela …

Vi farò sapere!

Adesso però scappo: ho il daily staff meeting con il boss e con papà … a presto!

Marika