assertivo si nasce o si diventa?

L’assertivo (con un gergo un pò popolare e poco tecnico) è colui che sa dire quello che pensa senza passare per aggressivo o passivo, quindi senza imporre la propria parola ne tantomeno subire la parola dell’altro.

Dato questo presupposto e dato il fatto che per essere assertivi, oltre a tutti gli elementi essenziali che ci permettono di esserlo, ci serve avere una comunicazione efficace… io direi che assertivi lo si diventa… ma non si smette di “diventarlo” per tutta la vita… questo perché l’efficacia della nostra assertività è data da come veniamo percepiti… e ogni giorno e ogni nuova esperienza e relazione è e (a mio parere) sarà una sfida e un avventura.

Nessuno a scuola ci insegna (almeno per quanto riguarda la gen x, gen y e, da quello che vedo, anche millennials e gen z) a comunicare efficacemente.

Per me la comunicazione efficace (quindi centrata totalmente sull’altro) significa saper ascoltare in modo empatico, ricalcare e guidare così come “collaborare” nel dialogo.

Sicuramente molte persone nascono con il “talento” della comunicazione efficace ma poi il talento (se vuoi approfondire il tema “Talento” ti consiglio di leggere questo bellissimo articolo: Talento e plusdotazione) va coltivato.

Ecco che, a maggior ragione, essere (e quindi risultare) assertivi richiede tanto allenamento.

Ma andiamo con ordine.

Un primo mito da sfatare è assertivo = aggressivo. Tra i non addetti ai lavori spesso emerge questa associazione.

stili-comunicativi-assertività

In estrema sintesi:

  • L’assertivo dice sicuramente quello che pensa ma è fortemente orientato all’altro.
  • L’aggressivo dice sicuramente quello che pensa ma è centrato su sè stesso.
  • Poi c’è il passivo che non dice quello che pensa ed è centrato su sè stesso.
  • E infine il manipolativo che non dice quello che pensa veramente ma è comunque centrato sull’altro e quindi dice quello che l’altro vuole sentirsi dire o quello che gli serve per essere ascoltato e raggiungere i suoi obiettivi (che non dichiara apertamente)

Secondo mito da sfatare è che “dire quello che si pensa” = trasparenti (senza filtri).

Se diciamo quello che pecomunicazione-coerenzansiamo senza prestare attenzione alle emozioni in quel momento dell’altro, al suo modo di comunicare, alla necessità di essere coerenti tra COSA diciamo e COME lo diciamo (Verbale, Non Verbale e Para Verbale) allora potrebbe essere molto facile passare per aggressivo… fondamentalmente stiamo dicendo quello che pensiamo per soddisfare un nostro bisogno… e cioè dire quello che pensiamo!

Ma se il presupposto è che quando si dialoga e si comunica stiamo mettendo in comune (comunicare = mettere in comune) delle opinioni, pensieri etc… allora per mettere in comune è necessario pensare e centrarsi sull’altro.

A mio parere, i presupposti per essere e risultare assertivi sono:

  • Una reale capacità di co-municare (che a sua volta ha come presupposto la consapevolezza del nostro stile comunicativo – Verbale, Non Verbale e Para Verbale)
  • Un desiderio di ascoltare (che presuppone la capacità di farlo – che non significa solamente stare in silenzio, ma parafrasare, domandare, ricalcare e tanto altro …)
  • Una stima in noi stessi “obiettiva” e reale ( che non significa aver un ego spropositato)
  • Il desiderio di dare l’esempio e attraverso il quale “insegnare” e dimostrare COME vogliamo che si co-munichi con noi (se alzo la voce autorizzo l’altro a farlo con me, se non dico quello che penso autorizzo l’altro a non dialogare con me, se dico quello che l’altro vuole sentirsi dire e poi faccio qualcosa di diverso, autorizzo l’interlocutore a fare altrettanto e a non prendermi sul serio).

Ecco perché sostengo che assertivi  si può anche nascere ma poi è utile “continuare a diventarlo”: avere il desiderio di co-municare, ascoltare e di dimostrare la stima che abbiamo in noi stessi è utile che diventi capacità.

Poi, affinché questa capacità diventi competenza, allora è utile che ci si alleni con costanza e coerenza.

Se poi vogliamo essere (e non solo fare gli) assertivi questo va sperimentato ogni volta con le persone che (banale a dirsi, ma essenziale) hanno loro bisogni, emozioni e stili comunicativi sempre diversi…

Ecco perché tutti i giorni si può imparare ad essere assertivi… la nostra efficacia è data da come gli altri ci percepiscono… e gli altri tutti i giorni ci metteranno alla prova!

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