la domanda: la regina delle relazioni

Perché definisco la domanda “la regina delle relazioni”?

Perché è lo strumento che più di tutti aiuta a creare relazioni empatiche e costruttive.

Si dice che “chi domanda comanda”. Cosa ne pensi? Sei d’accordo?


Il grande Daniel Goleman arricchisce il tema “domande” con questo pensiero:

“Abbiamo due menti, una che pensa, l’altra che sente. Queste due modalità della conoscenza, così fondamentalmente diverse, interagiscono per costruire la nostra vita mentale.”

… quindi:

  • la mente che pensa fa domande
  • l’altra ascolta il mondo che la circonda

Questo perché domandare senza ascoltare… bè… a poco serve.

Ma domandare per il gusto di ascoltare e conoscere significa essere interessati all’altro… e se sono interessata all’altro … la relazione positiva è assicurata.

In questo modo mi sarà semplice affrontare le divergenze di opinioni perché sono centrata sul comprendere il pensiero, la logica che l’altro sta esprimendo e le emozioni sottese … e nel caso condividessi invece i medesimi pensieri la relazione potrà comunque arricchire la mia mente perché – come mi piace ricordare:

 

La mente che riesce ad allargarsi non torna mai alla dimensione precedente.

Albert Einstein


 

Cosa è una domanda?

😄 ecco … appunto! Questa è una domanda… non solo perché c’è un punto di domanda alla fine della frase ma perché indaga.

L’Enciclopedia Treccani definisce la domanda come l’insieme di parole con cui si esprime il desiderio di sapere qualcosa.

Quindi ci deve essere sia il desiderio di sapere sia la pura curiosità, così come il prestare attenzione a tutti i segnali che l’altro manda…

Non banale direi!


Quali tipi di domande esistono?

tipologia di domanda esempio a cosa serve
APERTA Come stai?
  • Inizia con COME, COSA, CHI, QUANDO, DOVE, QUANTO, PERCHE’
  • Serve per indagare cosa l’altro pensa (cosa c’è nella mente dell’altro)
CHIUSA Stai bene?
  • SI/NO sono le uniche risposte che si possono dare a questa domanda.
  • Serve per capire se “sei sulla strada giusta”, se stai capendo cosa l’altro pensa.
  • Chiude la conversazione a meno che le risposte siano sempre si, si , si , si … in questo modo dimostri al tuo interlocutore che sai cosa sta pensando…
ALTERNATIVA Ti piace la carne o il pesce?
  • Serve a dare una (o più) alternative che però sei tu a decidere
  • Chiude comunque le possibilità a meno che la risposta dell’interlocutore rientri tra le opzioni che hai dato
IPOTETICA Cosa accadrebbe se provassi a fare così…?
  • Crea le opportunità.
  • Apre la mente alle alternative.
  • Fa pensare in un altro modo.
  • Concede la possibilità di uscire dagli schemi e immaginare situazioni prima non pensate.
RIFLESSIVA Quali credi siano le cause di questa… situazione?
  • Permette di approfondire l’argomento
  • Richiede una maggiore e più profonda rielaborazione

In generale perché è utile fare domande?

Perché ti permette di:

  • Conoscere esigenze e punti di vista del tuo interlocutore
  • Guidare l’interlocutore verso una migliore comprensione di quanto stai dicendo
  • Incoraggiare il tuo interlocutore a partecipare alla conversazione e alla condivisione
  • Valutare la comprensione di ciò che hai detto, spiegato, raccontato…
  • Conoscere le esigenze o i punti di vista che il tuo interlocutore non comunica apertamente
  • Guidare il proprio dialogo interiore, quello con le emozioni, i pensieri e i sentimenti

Si parla poi anche di strategia delle domande, inteso come quel percorso o processo di indagine che ti permette sia di sapere cosa/come/perché pensa il tuo interlocutore sia di guidarlo verso quello che vuoi che ascolti… non a caso le domande sono lo strumento principe dell’ascolto…

Come funziona questa “strategia delle domande”?

Per guidare il tuo interlocutore è bene sviluppare una cosa importante: l’Ascolto.

Ma ascolto vero: fatto di parole, significati espressi e personali dell’interlocutore, emozioni palesate e non. Chiede tanto impegno ed energia.

Solo in questo modo potrai farti ascoltare. (Questo argomento lo approfondirò nel mio prossimo post).

Quindi cosa fare?

Ti crei un obiettivo (esempio voglio far riflettere il mio interlocutore su un argomento che mi sta a cuore ma che lui non condivide). Per essere tale l’obiettivo dovrà essere il più specifico possibile.

  1. Inizia con una domanda molto aperta grazie alla quale il tuo interlocutore potrà affrontare l’argomento che ti sta a cuore dall’aspetto che più gli interessa o lo intriga o che semplice per la sua logica è l’aspetto principale e prioritario e in questo modo inizia a darti indicazioni di quale sia il suo linguaggio e le sue preferenze linguistiche. (Cosa ne pensi di…?)
  2. Dopo di che prendi quella parola o quella frase che più ti ha incuriosito e che più è vicina al tema che vuoi presentargli e chiedigli di chiarire il significato. (Cosa intendi per…?)
  3. Approccia con domande di controllo che possono essere ipotetiche (Cosa accadrebbe se…?) o riflessive (Cosa ti porta a pensarla così…? oppure Quali difficoltà o vantaggi ti crea questo punto di vista? oppure Quale è la motivazione che ti ha spinto a pensarla così…?). Stai difatti controllando la sua logica, la profondità della sua convinzione e riflessione…
  4. Fai un riassunto di quanto hai capito
  5. Parafrasa il tutto con una domanda chiusa (quindi mi stai dicendo che…?) evidenziando una logica “illogica”, un “punto debole” del suo pensiero … dalla quale dovresti ottenere una risposta positiva (nel senso di utile a te per aprire una breccia nella sua convinzione).

Ecco… in questo modo hai molto probabilmente:

  1. dimostrato interesse
  2. ottenuto la sua attenzione perché lo stai comprendendo
  3. approfondito la sua argomentazione magari facendolo anche riflettere su aspetti verso i quali tu non sei d’accordo
  4. iniziato a costruire una relazione

A questo punto ricomincerai il processo ma “indagando il tuo punto di vista”


Certo… non facile da fare… e non facile per me essere stata chiara. Ma ci tenevo a condividere questo tema e il mio pensiero.

Se ti alleni diventerà tutto un pochino più semplice: farsi capire e farsi ascoltare saranno un pò più semplici e più ti allenerai più le tue relazioni saranno serene (anche li dove ci saranno divergenze di opinione).

Se vuoi approfondire l’argomento contattami a contact@marikazenoni.it

Ci fissiamo un appuntamento su Skype e ne parliamo. Facendo esempi concreti e mirati su di te mi sarà più semplice aiutarti e spiegarmi.

Definiremo quindi un percorso specifico per te grazie al quale potenziare le tue capacità comunicative e di ascolto e quindi relazionali!

Ti aspetto, a presto, Marika